Nei primi tre mesi di gravidanza, l’ecografia consente di definire la sede della gravidanza, il numero di embrioni o feti, di visualizzare l’attività cardiaca, di valutare se l’epoca gestazionale corrisponde alla data dell’ultima mestruazione e di misurare lo spessore della translucenza nucale. Nel secondo trimestre di gravidanza, l’ecografia permette di studiare l’anatomia fetale e di valutare se le dimensioni fetali (testa, addome, femore) corrispondono ai valori di riferimento per quell’epoca gestazionale.
L’obiettivo principale dell’ecografia ostetrica del secondo trimestre (detta anche impropriamente ecografia "morfologica" o strutturale) è di studiare l’anatomia del feto, per rilevare eventuali malformazioni congenite. Inoltre, se non è già stata effettuata un’ecografia nel primo trimestre di gravidanza, serve anche per determinare la presenza di eventuali gemelli e per stabilire l’epoca gestazionale.
La struttura della parte esterna delle orecchie (padiglione auricolare) è visualizzabile con l’ecografia del secondo trimestre. Tuttavia, non è previsto che venga analizzata poiché la forma delle orecchie è estremamente variabile da individuo a individuo e non permette di diagnosticare eventuali problemi di sordità.
Purtroppo non è possibile capire con un’ecografia se il bambino vedrà e sentirà. Ovviamente, in presenza di gravi malformazioni degli occhi (per esempio se mancano completamente, come nei casi anoftalmia o microftalmia), è possibile dedurre che il bambino non vedrà, ma in generale la presenza degli occhi e la visualizzazione della struttura esterna dell’orecchio (padiglione auricolare) non permettono di escludere un’eventuale sordità o cecità congenita.
Nell’ecografia del secondo trimestre è previsto che si valutino le “estremità”, ovvero mani e piedi. Tuttavia, la valutazione del numero e delle caratteristiche delle singole dita, specialmente per quanto riguarda i piedi (le cui dita sono molto vicine), non è sempre possibile.
L’ecografia tridimensionale non aggiunge ulteriori informazioni all’esame ecografico standard del secondo trimestre (ecografia "morfologica"); pertanto, il suo impiego non è previsto di routine. Se, durante l’ecografia "morfologica", vengono riscontrate specifiche malformazioni, la gestante verrà inviata a un esperto in medicina fetale che utilizzerà le metodiche ritenute più idonee – tra cui l’ecografia 3D – per valutare la malformazione sospettata.
Sul referto scritto dell’ecografia ostetrica del secondo trimestre devono essere riportati i seguenti dati: • numero dei feti, e presenza o assenza del battito cardiaco; • numero delle placente e dei sacchi amniotici in caso di gravidanza gemellare (qualora non sia stato eseguito l’esame ecografico del primo trimestre, quando la valutazione è più accurata); • localizzazione della placenta; • valutazione della quantità di liquido amniotico; • misurazione e visualizzazione di alcune parti del corpo e di alcuni organi del feto; • eventuale necessità di approfondimento presso centri di rifer